LA POMPEI DEL NORD ITALIA

VELEIA ROMANA - POMPEII OF NORTHERN ITALY
[English synopsis]
di
giorgio zanetti


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Alcuni esperti hanno definito i ruderi del municipium romano di Veleia come la "Pompei del Nord Italia". Questo attributo sembra, a prima vista, un pò esagerato, ma quando la osservi dall'alto dei verdi e dolci poggi che la circondano, e rifletti sul fatto che anche "lei" è stata probabilmente sepolta, all'istante visualizzi una certa affinità con la famosa Pompei ed immediatamente il parallelo diventa plausibile.

Il Foro di Veleia Romana
VELEIA ROMANA - PIACENZA
VEDUTA DEL FORO - THE FORUM
(1)

Veleia Romana si trova a 460 metri sul livello del mare, nell'amena valle del Chero in provincia di Piacenza. Il nome deriva dalla tribù ligure chiamata Veleiates, che popolava questa zona. Costruita sull'area di un agglomerato protostorico, Veleia fu prospero municipio romano ed importante capoluogo amministrativo di una vasta area collinare e montana confinante tra Parma, Piacenza, Libarna (Serravalle Scrivia) e Lucca. La presenza nel territorio di acque saline, che i romani hanno sempre saputo sfruttare con ingegno, aiutò senz'altro lo sviluppo urbano in cui è possibile individuare vari edifici termali. Questa risorsa naturale, insieme alla tranquillità del luogo, fece di Veleia una meta prediletta di villeggiatura per vari consoli e proconsoli provenienti da Roma, illudendosi forse di poter allungare la loro vita. Infatti era noto che tra la popolazione di Veleia, come è confermato nell'ultimo censimento dell'imperatore Vespasiano (72 d.C.), vivevano 6 persone di 110 anni, 4 di 120, per non dimenticare poi Marcus Mutius Marci filius Galerius Felix di …140! Eran forse le acque benefiche, o forse l'aria salubre, o la serenità del paesaggio oppure il buon vino, di cui ne aveva parlato anche Cicerone, a favorire questa eccezionale longevità a Veleia? Purtroppo l'enigma non è mai stato risolto.

Veleia, dichiarata città libera nel 42 d. C., ottenendo quindi la cittadinanza romana con pieno diritto e la prerogativa di scegliere i propri magistrati, fiorì durante i primi due secoli dell'età imperiale, ma alcuni reperti trovati in sito indicano che la città era ancora assai importante fino alla seconda metà del III secolo d. C., a cui seguì un lento declino sino al V secolo. Poi l'oblìo assoluto.

Passarono così parecchi secoli prima di tornare di nuovo alla luce. Gli scavi di Veleia iniziarono nel 1760, sotto gli auspici di Don Filippo di Borbone, duca di Parma, Piacenza e Guastalla, sul luogo dove, nel 1747, era stato rinvenuto un importante "pezzo" archeologico. Infatti l'arciprete della pieve di Macinesso, a ridosso di Veleia, scoprì, durante i lavori in un prato franato, la famosa Tabula Alimentaria Traiana, la più grande tavola scritta in bronzo di tutta l'antichità romana (metri 1,50 X 3) che era, tra l'altro, una specie di catasto fondiario. Su di essa vi erano annoverati moltissimi nomi di proprietari terrieri, l'ubicazione dei fondi e il loro valore in sesterzi. Questo importantissimo monumento antico andò quasi perso quando fu spaccato in vari pezzi poi smerciati a dei fonditori; per fortuna furono ricuperati prima che fossero messi nelle fornaci! Purtroppo ben altri preziosi oggetti furono, a quel tempo, trafugati e liquefatti e di conseguenza andati perduti e con essi l'abilità di avere una più profonda conoscenza della storia di Veleia.

Il piano urbanistico della città di Veleia è distribuito su una serie di terrazze lungo il "pendìo boreale del poggio" dei monti Morìa e Rovinasso. I toponimi di queste due cime, che anticamente sembra fossero stati un solo monte, allude ad un evento catastrofico la cui memoria fu purtroppo persa nella foschia dei tempi. Questa zona appenninica, come d'altronde tantissime altre dell'Appennino, è conosciuta geologicamente per la sua tendenza a movimenti franosi, e molti esperti spiegano appunto che il declino e la fine di Veleia fu casusata da una grande frana o da una serie di smottamenti lungo la costa del monte sovrastante.

Tra i vari monumenti venuti alla luce troviamo le terme, il foro, con un bel lastricato in arenaria, la basilica, a pianta rettangolare e a navata unica dov'era collocata la celebre Tabula Alimentaria, il grande quartiere abitativo, e a poca distanza i resti di un edificio a pianta circolare identificato come serbatoio d'acqua. Durante la stagione estiva, queste antiche rovine di Veleia fanno da mirabile e suggestiva coreografia alle ormai consuete rappresentazioni teatrali classiche.

Edificio termale di Veleia Romana
RESTI DELL'EDIFICIO TERMALE
FOTO ADNKRONOS

All'interno dell'area archeologica è stato allestito un Antiquarium dove sono conservati calchi della Tabula Alimentaria Traiana e della tavola bronzea contenente la lex de Gallia Cisalpina, come pure corredi relativi alle sepolture a cremazioni romane, elementi architettonici e d'arredo.

Per avere una più profonda e completa panoramica storico-archeologica di Veleia, è d'obbligo visitare il Museo Archeologico Nazionale di Parma, costruito apposta dal duca nel 1760 per accogliere il materiale rinvenuto. Nel museo si possono osservare numerose statue di marmo e bronzo che raffigurano membri della famiglia Giulio-Claudia, la prima dinastia imperiale romana; inoltre troviamo una statua di Agrippina, madre di Nerone, in marmo lunense, il bronzetto raffigurante Ercole ebbro e il leggiadro bronzo raffigurante il capo con listello di una fanciulla.

La zona archeologica di Veleia, una delle più importanti dell'Emilia Romagna e ancora soggetta a degli studi di approfondimento e di restauro, è un' affascinante meta per coloro che vogliono scoprire un posto insolito, direi quasi mistico, e al di fuori del turismo di massa.

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Mappa zona di Veleia Romana

CARTINA STRADALE DELLA ZONA DI VELEIA

Ercole Ebbro

STATUA DI ERCOLE EBBRO
Rinvenuta a Velaia nel 1760 (2)
Fanciulla con listella

BRONZO DI FANCIULLA
CON LISTELLA SUL CAPO

Rinvenuta a Veleia nel 1760
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Articolo precedentemente publicato nel periodico "L'Ora di Ottawa"; febbraio, 2004

1) Foto da: "Lungo l'Arda e il Nure" Pier Giorgio Oliveti, Mauro Busi, Andrea Chiari; Istituto Geografico De Agostini, Novara - 1990
2) Foto da: "Piacenza e la sua Provincia" Azienda Promozione Turistica di Piacenza; Tip.Le. Co. Piacenza – 1993
3) Foto da: "Valdarda e Valchero" G. Franco Scognamilio, Gino Macellari, S.T.P. , Piacenza – 1975

Il sottofondo a sinistra (originale in bianco e nero) rappresenta un particolare del pavimento in cotto, nello stile "spina di pesce", del Foro Romano a Roma; [foto estratta dal volume Brickwork In Italy, American Face Brick Association; Chicago, MCXXV (vari autori).]

LINK DI APPROFONDIMENTO
  • VELEIA
  • Imperium Romanum - VELEIA
  • SCAVI A VELEIA
  • AREA ARCHEOLOGICA DI VELEIA - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna [+ English & Français]